Crowdproduction

Cinema e crowdsourcing

Crowdsourcing è un neologismo che proviene dall’unione del termine ‘crowd’, folla, moltitudine (ma anche ‘pubblico’, ‘spettatori’) ed il termine ‘outsourcing’ che indica la pratica dell’esternalizzazione di un’attività aziendale. Dunque, significa qualcosa come dare in gestione un’attività ad una massa non organizzata di persone. Per esteso, Wikipedia è una grande opera di crowdsourcing, realizzato da una moltitudine di volontari e aperto alla collaborazione dall’intera collettività mondiale. Negli ultimi anni gli sviluppi tecnologici e lo spirito del web 2.0 stanno dando grande impulso a questo modo di produzione, le cui modalità sono state applicate alle più disparate attività, tra cui vari settori della produzione artistica.

Per una sintetica ma esaudiente analisi e catalogazione delle varie forme di crowdsourcing, rimando a 2 post del blog Wikiculture (blog molto attento alle produzioni ‘crowdsourcing’): “Tutte le declinazioni del crowdsourcing: una mappa per capirci di più” e “I 10 migliori progetti in crowdsourcing del 2011“.

Guardando all’ambito cinematografico, il fenomeno in questione ha visto varie tipi prodotti in via sperimentale: il documentario “Life in a day”, un documentario di 90′ costruito sui video caricati in YouTube (co-produttore del progetto) da milioni di utenti di tutto il mondo, costruito per raccontare ‘la vita in un giorno’ (imperdibile per chi non l’avesse già visto: il film è disponibile in youtube, qui); analogamente, in scala nazionale, la Marechiaro film ha prodotto “Il pranzo di natale”, per realizzare il quale ha invitato le persone a realizzare ed inviargli filmati riguardanti la cena di natale del 2011, e Daniele Vicari con ‘Il mio paese 2.0’, progetto collettivo che riunisce vari lavoro sull’Italia di questi anni, aggiornando il viaggio del grande documentarista Joris Ivens nel 1959 con ‘L’Italia non è un paese povero’; sul fronte “produttivo”, più precisamente per la raccolta dei fondi necessari per la realizzazione di progetti (tra cui film e documentari) c’è la piattaforma “Kickstarter” e versione nazionale “Produzioni dal Basso“, dove puoi presentare i tuoi progetti e chiedere alla collettività un contributo monetario per coprire il budget necessario per realizzarli. Ed ancora il progetto (italianissimo) per la diffusione di reportage fotografici di impegno sociale “Shoot 4 change“; il neonato progetto di scrittura collettiva promosso da 24letture, rubrica letteraria de Il Sole24ore; “Your Film Festival”, nato da una costola del progetto “Life in a day”, festival di cortometraggi aperto a tutti che farà parte delle categorie di concorso della Biennale del cinema di Venezia 2012. Approfondirò e seguirò questi ed altre forme di creazione collettiva nei post futuri.

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